…quel giorno ebbi l’impressione che tutto sarebbe finito per il meglio…

Anche quando ci ritroviamo persi fra paura e sconforto, fra routine e perseveranza, disperazione e tragedia, con uno strappo che non si cuce, dobbiamo ringraziare per l’invenzione dell’anomalia.

Per fortuna anche in mancanza possiamo sempre sentirci essere rassicurati dal tocco di una mano amica o da un gesto gentile e affettuoso, da un discreto incoraggiamento a prendersi cura di sè, dal bacio di un bambino. Da un caldo abbraccio o da un’offerta di conforto per non parlare di biciclette rotte, barelle d’ospedale, nasi da clown, tappi per il naso, scarpe a punta larga, brioches avanzate, segreti detti sottovoce, chitarre con corde spezzate, bottiglie di plastica ammassate e magari un occasionale racconto.

Dobbiamo ricordare che tutte queste cose: le sfumature, le anomalie, le sottigliezze che riteniamo marginali nella nostra vita quotidiana esistono invece per un motivo più alto e nobile: sono qui per salvarci la vita. So che l’idea può sembrare strana ma sicuramente, guardacaso, può essere anche vera.

…così avvenne che qualcuno fu salvato da un’anomalia…